Aree Trattate



I Disturbi specifici dell’ apprendimento sono disturbi del neurosviluppo che riguardano la capacità di leggere (Dislessia), scrivere, sia a livello di correttezza ortografica sia a livello di fluenza calligrafica (Disgrafia e Disortografia) e la capacità di calcolare in modo corretto e fluente (Discalculia). Le difficoltà emergono con l’inizio della scolarizzazione e il momento della diagnosi spesso è delicato poiché, prefigurandosi come evento inatteso, altera il clima familiare portando con sé numerosi vissuti per entrambe le parti in gioco, sia per il figlio che per il genitore. Sono frequenti, infatti, vissuti di frustrazione, smarrimento, scarsa autostima, incomprensione e livelli di conflittualità più o meno marcati che inevitabilmente alterano il clima e il benessere familiare. Quello che è auspicabile è accompagnare i genitori nella comprensione e accettazione della diagnosi, al fine di acquisire una maggior consapevolezza del quadro del figlio e atteggiamenti più realistici e funzionali nei suoi riguardi. Il fronte genitoriale è di primaria importanza per il benessere familiare e del figlio, che potrà credere nelle proprie risorse, scoprendole e rinforzandole.


L’ adolescenza è la fase del ciclo di vita in cui la persona si forma e inizia a definire se stessa, partendo dai modelli familiari che può decidere di imitare o da cui staccarsi completamente. Si prefigura come un momento delicato di fronte al quale tutta la famiglia dovrà inevitabilmente adattarsi. Possono emergere in questa fase numerose problematiche che spaziano da comportamenti di rottura, a comportamenti più internalizzanti. Maggiormente delicata è questa fase nei casi di adozione, in cui l’adolescenza inevitabilmente riattiva vissuti complessi, che è fondamentale tenere in considerazione. L’obiettivo è quello di comprendere il vissuto dell’adolescente, affinché si possa instaurare un clima di fiducia e comunicazione, evitando così di reagire ai suoi comportamenti, con il rischio di entrare in un circolo vizioso, dove chi esce sconfitto è la relazione genitore - figlio.


Anoressia, Bulimia e Disturbi da Alimentazione incontrollata sono i principali Disturbi dell’Alimentazione. Sono accompagnati da un rapporto disfunzionale con il cibo, sia sul versante del controllo che su quello del discontrollo, ma questo è solo uno dei sintomi più evidenti. I disturbi alimentari, infatti, sono accompagnati da un’ampia sintomatologia a livello sia comportamentale, che emotivo e psicologico. L’aspetto esteriore è solamente uno specchio che riflette dunque un disagio interno che cerca, in modo anche ambivalente, di comunicare e chiedere aiuto. Rivolgersi ad un professionista è fondamentale, affinché si possa trovare un senso e dare nuovi significati a queste condotte, uscendo quindi dal circolo vizioso che frequentemente si instaura e si cristallizza nei contesti relazionali della persona.


L’ansia di per sé è uno stato fisiologico funzionale poiché è fondamentale per la sopravvivenza in quanto funziona come segnale di allarme nelle situazioni più difficili. In alcuni casi però questa diventa disfunzionale, soprattutto nel momento in cui diventa pervasiva e invalidante, compromettendo così il funzionamento sociale, lavorativo e relazionale della persona. A volte l’ansia può trasformarsi in attacco di panico che è un episodio di ansia breve ed intenso in cui la persona sperimenta angoscia acuta e che comporta inoltre sintomi fisici e vissuti psicologici complessi, tra cui la paura e l’impotenza. E’ importante creare un contesto terapeutico adeguato grazie al quale poter esplorare questi episodi, per riuscire a coglierne il significato che questi assumono nella storia di vita della persona.


La depressione è una condizione per la quale, la persona che ne soffre, vive in uno stato di rassegnazione profonda, senso di solitudine e incapacità, che la intrappolano e le impediscono di vedere la via d’uscita. La depressione non è un’esperienza emotiva di tristezza poiché è persistente nel tempo e compromette in modo significativo il funzionamento della persona, incidendo così negativamente sui vari aspetti della sua vita quotidiana, incluse le relazioni sociali e familiari. Rivolgersi ad un professionista è di fondamentale importanza poiché cogliendo questi segnali, sarà possibile comprendere il malessere e il disagio che li accompagna, con l’obiettivo di trasformarli in risorse per la persona, attraverso una più profonda consapevolezza di se stessi.


L’uomo è per natura un essere sociale che vive in società e vive inserito in un’ampia gamma di contesti, da quello familiare, a quello scolastico, lavorativo, e sociale, e la qualità di queste relazioni è determinante per il benessere della persona. Può succedere che alcuni rapporti significativi siano difficili da gestire perché subentrano diversi fattori quali:

  • Difficoltà di comprensione reciproca
  • Conflittualità
  • Rancore
  • Senso di solitudine
  • Aspettative irrealistiche
Rivolgersi ad uno psicologo può aiutare a comprendere la natura delle difficoltà relazionali, e dar loro un nuovo significato, al fine di attivare risorse per favorire modalità relazionali più funzionali per la persona. Questo lavoro potrà coinvolgere la singola persona, come anche gli altri attori della relazione problematica o del sistema in questione.


La nascita di un figlio è un “terremoto” qualitativo nella vita di una coppia perché quando nasce un bambino in realtà nasce anche una madre e un padre; nasce una coppia genitoriale. Fin dal primo istante si instaura una relazione tra il genitore e il figlio che, attraverso le varie fasi di sviluppo di vita, viene messa alla prova per testarne la tenuta. Per ogni fascia di età, infatti, i problemi da gestire sono molto differenti tra loro, mentre simile è la sensazione di disarmo, inefficacia e impotenza che provano i genitori sentendo di non avere gli strumenti giusti per affrontare le situazioni che si presentano dinnanzi a loro. L’obiettivo quindi è quello di esplorare la relazione tra genitori e figli, dalle prime basi fino alle recenti evoluzioni, sia che si tratti di un bambino, di un adolescente o di un adulto, per capire come questo legame si sia modificato nel tempo. In questo modo sarà possibile contestualizzare la relazione all’interno delle storie di vita dei membri coinvolti, e attraverso nuovi significati sarà possibile favorire modalità relazionali più adattive e funzionali, per ogni fase del ciclo di vita.


La coppia è composta da due persone che scelgono di condividere tre dimensioni importanti: emotiva, sessuale e sociale. L’unione dei partner genera però un “terzo” che non corrisponde più all’individualità di ciascuno ma racchiude in sé la rappresentazione condivisa che i partner hanno della loro coppia e su cui si articola il loro senso di appartenenza (Caillè, 2004). Talvolta accade che la coppia entri in una fase di “stallo” trovandosi in un contesto di crisi e sofferenza. Può essere che uno dei due partner evidenzi un sintomo, oppure che ci siano alta conflittualità, problemi di comunicazione o problemi a livello della sfera sessuale ed emotiva. Può succedere anche che la coppia attraversi un momento critico in seguito ad un cambiamento come per esempio la ricerca o la nascita di un figlio, l’inizio di una convivenza, una malattia o un lutto o la perdita del lavoro di uno dei partner. Un percorso di coppia con un professionista è particolarmente indicato per aiutare i partner a riorganizzarsi in un modo diverso, aiutando così la coppia a definire degli obiettivi e a mettere in gioco le proprie risorse allo scopo di ristrutturare il legame.